| :: Claudio Di Scalzo I libri marxisti dei Di Scalzo custoditi da Accio. Paul Lafargue “Il Diritto All’ozio”. 1973/2026 |
I libri comunisti e socialisti e anarchici dei Di Scalzo custoditi, si fa per dire, in realtà son dispersi in una miriade di bauli e cassetti o nelle soffitte o nelle cantine del cascinale, che, come il libro di PLEKHANOV “sulla funzione della personalità della Storia” li rivedo perché Sara Cardellino si è inventata un’altra missione: cioè quella di riunire quanto più possibile questi libri marxisti “maltenuti quasi offesa alla tua cosiddetta stirpe, Accio!!” nel cascinale. A me l’onore e l’onere di sistemarli sull’OLANDESE VOLANTE, non esistendo una liberia degna di questo nome, ampia, nelle stanze, per contenerli. Stesso destino di altri migliaia di libri di vario genere e titoli. A naso, fiuto con senso di colpevolezza per questo disastro di custode, fiuto dipinti e immagini che vi accostai. Perché la “pittura fumettista-comunista” ha un baule a sé e relativi dattiloscritti e quaderni. Di Paul Lafargue possiedo la preziosa prima edizione italiana, di mio nonno Angelo, del 1920. Ai tempi del Biennio Rosso. Edizioni AVANTI. Tutta ingiallita sfarinata e tradotta alla meno peggio. Migliore ovviamente quella del 1971 per i tipi della Feltrinelli. Non avevo ancora venti anni. Mi garbava la teoria di Lafargue, genero di Marx, sia a me che al Pazzo, Fatticcioni Paolo (1950-2005) perché giustificava la nostra “vagabondite”, la sua di Barbiere, apriva quando gli pareva e mai prima delle 11,00. Tornavamo da Viareggio e Versilia danzante. Manco io andavo a scuola Ragioneria il lunedì o il sabato. E Daniela Cantelli (Pisa 1953/Dispersa in India 1977. Morte presunta 1990. Ufficiale 2011) s’infuriava. Con tutti e due. Di tutti e due era fidanzata. E sopportava, che Sundance Kid (Il Pazzo) e Accio (Butch Cassidy) fossero poco comunisti nei locali della Versilia, temendo, lei Etta Place, di ricevere, pure, doppie corna! Questo passo lo ritrovo sottolineato nell’edizione Avanti. “Le nostre macchine a vapore, dalle infaticabili braccia di acciaio, dalla fecondità meravigliosa, inesauribile, compiono docilmente da se stesse il lavoro; pure, il genio dei filosofi del capitalismo, rimane dominato dal pregiudizio del salariato, peggiore di quello della schiavitù. Essi non comprendono ancora che la macchina è la redentrice dell’umanità, il Dio che salverà l’uomo dalle sordidae artes e dal lavoro salariato, il Dio ci darà l’ozio e la libertà”. Oggi, 2026. le macchine potrebbero liberare centomila volte meglio uomo e donna, delle vecchie e nuove classi subalterne, dalla schiavitù del lavoro alienato dal Plusvalore. Però il capitalismo globalizzato agisce al rovescio creando ancor più dolore schiavitù sfruttamento idiozia alienata. La sinistra comunista e socialista da qui dovrebbe ripartire. Con un occhio al marxismo occidentale dei surrealisti di Breton e dei situazionisti di Guy Debord e Henri Lefebvre. Ma che lo scrivo e dico a fare? Meglio ricordare i tempi quando con Il Pazzo coltivavamo la nostra “VAGABONDITE”. Ch’era rivoluzionaria, parola di LAFARGUE, e chi ci criticava, se non è morto, oggi lo scopriamo al servizio del Capitale e della Reazione. |