:: Claudio Di Scalzo: Lalo Cardellino Rondini Knabberchen. Giugno 1983/2018. Con preghiera senza volo dell'uccelletto Kierkegaardiano |
Tempera e collage su carta - settembre 1984
Claudio Di Scalzo LALO CARDELLINO RONDINI KNABBERCHEN. GIUGNO 1983/2018 (con "Preghiera per stagione senza volo dell'Uccelletto Kierkegaardiano")
-Accio… ma tu stai singhiozzando! Cos’è accaduto?!?... parlami!!… -Moccio e lacrime, Cardellino, la poesia migliore. Mi sono seduto in questa sera sulla seggiola di Lalo che ho portato giù dalla soffitta. E mi son messo a guardare le rondini che avrebbero lasciato il posto ai pipistrelli. A questo punto son scese le lacrime. Perché ò ancor sentìo le parole der mi-babbo parlammi. Ero tornato il giorno prima dall’Engadina. Era un giorno del giugno 1983. Ci sono amori grandi e piccini. Come distinguerli se lo vivi? Guarda queste e quelle rondini. Stai attento! Quando si stacca una dal volo e va verso il nido sulla Torre, l’altra lo segue. La raggiunge. Non tutti gli uccelletti fan così! Lo vedi, Accio. Ci sono amori che scadono come il latte e altri che non si consumano come acqua sempre fresca dalla sorgente. Ecco, Sara, chi mi aveva dato l’immagine che spesso ho ripetuto in questi anni, sull’amore latte poi rancido. Me l’aveva suggerita Lalo. E pensavo d’averla inventata io. Che struggimento m’ha preso a scoprirmi debitore dello snodo fondamentale del mio vissuto. Il nostro amore non è scaduto come il latte! Ma Lalo allora pensava alla poetessa d’Engadina che raggiungevo se soltanto temevo stesse male o dolorante. E lei faceva lo stesso con me, per proteggermi, curarmi dalle mie tante follie. Perché mi prendeva intero! La rondine, tra le tante, segue l’altra al nido, sul filo per dondolarsi assieme. Non s’accosta a delle ali a un becco canterino a delle piume, ma all’intero. Si chiama fedeltà, disse Lalo. Bene. Patto. Amore assoluto, aggiunsi io! Preferisco Amore vero. Che non scade. Mi corresse Lalo. Io con tu-mà… ci ho litigato tanto… ma senza di lei sarei come senza un braccio. Le Lofoten, il 20 agosto 1984, mi portarono via tutte e due le braccia. Tanto che per portarmi ancora cibo alla bocca e resistere allo strazio ho dovuto darne il peso a Fabio Nardi. Cosa fai, adesso, piangi tu!? Grulla. Basta uno dei due, l’altro consola e sta lucido. E’ la regola. Mia Rondinella Cardellina! Chi ha vissuto amori piccini, o è per natura portato a sciupare quelli grandi, non può che scrivere banalità sull’amore. Banalità travestite da cultura. Più che altro inutili. Mio padre se n’è andato. Chissà in quale tomba ha dimora. Ho continuato a guardare le rondini e poi m'è venuto in mente un disegno, che stava in una mensola dell’armadio giallo. Dedicato a Karoline ed evocante me uccelletto, oh no!, non Falco ferito in questo caso, ma uccelletto senza nome proprio in cerca del buio. Gli uccellini son stati così presenti, Sara, nella mia vita di monello e più avanti... che ho scritto un trattato intero di ornitologia per amore. Ma davvero pensi che questa commozione sarà nutrimento del viaggio a Madrid? Perché ci son le rondini in Plaza Mayor? Oh scusami… ho detto un'assurdità. Lo vedi come sono scemo?... come dici?... che quando faccio così sono in tutto e per tutto Fabio Nardi. O Fantasio o Illusio. Ne avrai cura, vero Sara?! Di loro, di me! -Cos’ha scatenato il moccio e le lacrime i sussulti, Accio? Ancora uno sforzo amore mio! Poi da vicino ti stringerò a me come la Rondinella nel nido il suo Rondone! Se questa è la tua poesia più nobile, di moccio e pianto, che scorra goccia: ultima. Stasera! -A scatenare il petto tamburo, Sara, è stata la semplicità delle parole di Lalo, ricordate: volo nido scelta da imitare nelle rondini di stare accosto nel bisogno nella cura a chi si ama. Prendendolo “intero”, anche con il male con i suoi difetti. (clikka: "Post Scriptum basilare di Karoline per Fabio" contenuto in "KK Esclusività"). “Sono in pericolo Sara. Ho bisogno di te”. Ti scrissi, l’anno scorso. E tu sei venuta. Questo è l’amore per me per Lalo per la Nada per Karoline per il Pazzo. Non ho avuto mai bisogno di giustificazioni intellettuali o di teorie per capire che non può che essere così. Loro i maestri le maestre per me!
Nell’amore, se è assoluto, se è vero, se è grande e non piccino, contano le azioni! Non le apparenze. L’apparenza più pericolosa è la poesia, l’estetica, a priori e spesso a posteriori, che chi scrive cerca di ricavare dall’amore. Giustificando, nobilitando con le parole, le proprie azioni. A volte anaffettive, stupide, superficiali. Ciò riguarda - seppure abbia compiuto ogni sforzo per vivere Rondine Piccione Uccelletto anonimo, Falco - anche me? Sta qui l’accensione del singhiozzo? Ha fatto tutto il possibile Fabio Nardi per salvare Karoline Knabberchen dal suicidio il 20 agosto 1984 alle Lofoten, isola di Austvågøy? Il Canzoniere di KK, i suoi libri sterminati, celano, anche dietro pagine che possono essere letteratura, un atto mancato? Un errore? Una colpa? Non è forse stata una colpa aver vissuto, come autore, la mia vita dopo consegnandola all’estetica? A cosa è servito? Tu raccogliendo la mia disperazione a Vecchiano, in un cellulare, adesso, promettendo l’abbraccio da vicino, il 18 giugno quando verrai, a Vecchiano, a Pisa, e prima di partire assieme per Madrid, nobiliti questo stramaledetto mezzo tecnico da tenere all’orecchio, e mi farai dormire sereno, nella stanza che guarda, come da Bambino Accio, la Torre campanaria della Chiesa di Sant’Alessandro, dove figlio di un anarchico, facevo il chierichetto per Don Gino. E, Lalo, amava questa mia dedizione, perché anche l’amore per Cristo, è amore assoluto. Che non scade!
NOTA NECESSARIA (Ci sono poeti e poetesse che pensano di esistere in poesia con la tekné del loro linguaggio nutrito da teoria superlativa filosofica, e propongono, scartando l’avventura genuina nelle fratture imposte dal male e dall’ideologia, poesia retorica trasformandosi in retorici uccelletti implumi che senza ali, illudendosi di averne forti e piumate, cadono dal nido senza volo: morendo ridicoli tanto quanto aspiravano al sublime letterario. Perché la letterarietà e la tekné non è poesia né mai lo sarà. Poveri poeti e poetesse che battono “musate” al suolo sfracellando la loro lingua! L'OLANDESE VOLANTE (2011-2017) nella sua navigazione proprio queste nidificazioni inutili ha combattuto, negandone ospitalità sui suoi pennoni e vele.)
PER STAGIONE SENZA VOLO DELL'UCCELLETTO KIEKEGAARDIANO L'Uccelletto figlio d’alata ignota colpa pennuta si chiede stando sul ramo come faccia il bosco ad avere sempre voglia di brillare dopo la pioggia. Canto mio e foglia altrui madre e ramo di tanti in me padre… chi è il Signore del mio dolore che qui mi pose che di me si fa gioco nella sua pura immaginazione? Viene la primavera e verrà l’estate e poi l’autunno e desiderio ho di fuggire dalle stagioni a me ostili perché d’ignota nascita il mio volo. Si commuova chi presiede al vanto del verde che più non mi riguarda, mi conceda la cecità su quanto il nascondiglio rivela, stolto o pazzo mi renda, perché son stanco di custodire nel mio occhio - lacrima non lo vedete? - la stella che porta il nome impossibile da scordare. Che la morte ghermì. (Settembre 1984 - dal "Canzoniere di Karoline Knabberchen")
CDS: "Karoline Knabberchen e Fabio Nardi nell'agosto 1984" - L'amore assoluto e la Croce 40 x 50 - tecnica mista su carta con collage. Il Cristo di Grünewald
ACCIO ADDIO E ANCORA INCONTRO NELL’AMORE ASSOLUTO OLTRE OGNI ESTETICA
I Non ho mai chiesto, a nessuno, niente per pubblicare,... né ancora lo farò,… ma se si deve salvare qualcosa, nel romanzo transmoderno che a me rimanda cioè parti d’esso sull’Olandese Volante, siano l’Addio di Sara Cardellino ad Accio che poi porterà al reincontro 5 anni e 5 mesi dopo… e quello di Karoline Knabberchen a Fabio Nardi nell’agosto 1984 (mai pubblicato e che ancora lo sarà finché sarò io vivo sulla terra). Epperò "Innocenza tua e mia" e "33 anni per tornare..." mi garbano tanto.
Karoline Knabberchen 33 ANNI PER TORNARE DA KAROLINE KNABBERCHEN
L’Atto di giungere dove nessuno può giungere, se non per amore che è scelto infinito, inscalfibile, roccia, come quello per l’amata per l’amato. Come quello per Dio. Così, evangelicamente, anche gli ultimi, anche quelli che non sanno scrivere, anche chi ha scritto soltanto una cartolina o un rigo, se l’atto è infinito nella fedeltà, sono poeti e poetesse secondo me! Mia nonna Messinella, dopo la morte del marito Vittorio, nel 1944, aveva 36 anni, si vestì di nero, non si taglio più i capelli, sciolti da vecchi le arrivavano sotto ai ginocchi, e non ebbi più nessun uomo che non l’ombra di suo marito. Questa è la poesia che ho conosciuto crescendo. Attratto e stupito. Aspiro ad appartenere, a questa immensa onda d’amore nel tempo terrestre. Che ha avuto i suoi insuperabili cantori: Saffo, Dante, Shakespeare, Dickinson, Modigliani e Jeanne Hèbuterne, Majakovskij e Lily Brick, Rimbaud e Verlaine. Dove non ci sia la letterarietà a priori o, soprattutto a posteriori, dove con essa s’abbellisce magari un amore che fu, nella sua conclusione, banale, impoetico, goffamente maligno. Scaduto come il latte. Inutile se era piccino volerlo far apparire, con la scrittura, grande! (come mi suggerì Lalo, guardando con me le rondini!). Inutile!! A chi si è avvicinato a me, con amore e bene, e politica, sempre ho fatto presente com’ero e che in questo credevo. Ho condotto una vita sciagurata, colma di peccati, errori, e colpe. Non so se avrò perdono da Dio. Ma di un fatto sono certo. Sono stato fedele all’amore che nominai “fondante”. Con l’atto gli atti il vissuto. L'affidabilità! Impossibile, per uno come me, che metta, mettessi, prima dell’amore da me dichiarato unico,… l’interesse verso un “dialogo” con colti intellettuali, lo scambio culturale su teorie letterarie, recensioni a libri pubblicati, aspirazioni a raccolte poetiche, a interpretazioni teoriche della poesia e di una qualsivoglia estetica. Il mio amore non è mai stato "piccino" in queste prassi miserande! A me estranee da una vita! Che portano la catastrofe nei sentimenti del reale vissuto. clikka: Karoline Knabberchen: Esclusività Con questo esempio, alto, magnifico di poesia e d'amore, potevo avvallare il 9 gennaio 2017? E non provare disgusto? e dolore infinito? La vera sapienza è l’amore assoluto, il bene senza fine, la rivoluzione permanente contro chi possiede merci e vuole smerciarle, intellettuali, comprese. Questo sapevo. Si salvino di me pochi righi da ogni Canzoniere che scrissi… mi sospingano a stare nell’amore eterno. Sara Esserino, a Venezia, Luglio 2011,
2 Da questi addii, poi, per una sorta di “miracolo mistico” il reincontro, uno qui sulla terra, la Domenica delle palme 2017, 9 aprile, con Sara Cardellino e l’altro, che, in tutta mia fede e speranza, avverrà dopo la mia morte. Quando Fabio Nardi incontrerà ancora la sua Karoline Knabberchen. La sua "Ranocchietta svizzera" Voglia iddio, che tutto quanto ho scritto, migliaia di migliaia di pagine; migliaia di dipinti; miglaia di fotografie; centinaia di pagine sulla musica,… servano, andando perse,... a quanto aspiro io, Accio, e Fabio Nardi. Questa la mia Religione-Comunismo-Estetica, nella sua utilità, per la salvezza. Altrimenti non è nulla! Non vale nulla! Dove giungo per amore, altri non giungono. Né giunsero accettando l'amore con la data di scadenza. Altro non mi serve. E questo è un Addio a ogni estetica. Vecchiano - 28 giugno 2018
CDS: "Karoline Knabberchen all'ultimo sole" Claudio Di Scalzo IL CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN Il Canzoniere di Karoline Knabberchen, è un immaginario, per estensioni tematiche, che tiene in sé presupposti speculativi che sono anche carne e sangue, reale, di un’avventura poetologica e narrativa. Romanzo. Il personaggio di Karoline ha il cuore angelico oceanico, e può contenere anche altre firme, che ne dilatano il battito. Come per il fumetto e cinema e serie televisive auspico che altre firme ne scrivano un altro lemma, di questa partizione. Transmoderno.
La tensione nell’immaginario per Karoline è unificante. Come la paglia tagliata conserva l’oro e la recisione della falce.
PERSONAGGI PRINCIPALI DEL "CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN" KAROLINE KNABBERCHEN Poetessa svizzera che studia letteratura e filosofia all’università di Pisa e che si suicida venticinquenne alle Lofoten, Austvågøy, il 20 agosto 1984 FABIO NARDI Fidanzato vecchianese di KK e artista fotografo dalla vena eclettica LIBERTARIO NARDI Babbo sempre evocato senza tomba fissa ELVIRA SPINELLI Madre di Fabio, sarta in ogni luogo apprensiva ETEOCLE SPINELLI Nonna di Fabio ANDRI KNABBERCHEN Padre dei pomeriggi in barca GERDA ZWEIFEL Madre severa, signora degli incubi RUT ZWEIFEL Nonna dei garofani rosa UGO SENTITO Filosofo misteriosofico
PIANO DELL'OPERA Libro-Introduzione "Le età dell'angelo svizzero Karoline Knabberchen - Diario Bagnato" Telegrammi sott’acqua. Candele spente. Karoline disegna. Libro Nono. Del “Canzoniere di Karoline Knabberchen” in trentasette anni sono stati pubblicati pochi estratti da “La freccia di sabbia”, CDS cura il racconto illustrato in versi e prosa e fotografia: "Karoline e il fotografo"
SULL’OLANDESE VOLANTE - Barra Rossa - ALCUNI CAPITOLI DEL CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN
CLIKKA KAROLINE KNABBERCHEN D'ENGADINA
|