| :: Claudio Di Scalzo detto Accio: La fondazione del Partito Comunista a Livorno il 26 gennaio 1921. Centenario. Novellette aforismi sul comunismo con tutti i crismi del sensato criticismo. |
CENTENARIO. NOVELLETTE AFORISMI SUL COMUNISMO CON TUTTI I CRISMI DEL SENSATO CRITICISMO.
Al chiuso nel cascinale di Vecchiano-Pisa, tra il faceto e il serio, aggiungo al colore solar giallo di stella falce e martello il rosso per completare la bandiera che sventolò cento anni fa a Livorno il 26 gennaio 1921. L’evento fondamentale del Novecento italiano per le classi subalterne e sfruttate dal capitale dalla borghesia. Per la prima volta s’affacciava lo strumento organizzativo e teorico per tentare il Comunismo in occidente a fianco del comunismo russo vittorioso nel 1917. Centenario rimosso obliato cancellato. Che verrà affidato a qualche revisionista o liberale o socialdemocratico per seppellirlo meglio. Chi si firma o dice comunista in residuo nome e organizzazione non han caratura per accostarsi al Tragico di questa avventura che pure ha in sé ogni genere e stile e linguaggio anche l’Umorismo e la Commedia. Ricordare il COMUNISMO del 1921, in Italia, in Europa, necessita Fondamenta di storia del movimento operaio e contadino, rimarcando la Questione Sociale, la Lotta di classe, ieri come oggi; confidando nei nuovi strumenti tecnici per rappresentare dignitosamente quanto è pure un Romanzo, Transmoderno, da illustrare. Che sia assolutamente contrapposto a ogni economia e cultura borghese capitalistica socialdemocratica liberale. Questo Romanzo Illustrato che iniziai a fine anni Sessanta-Settanta giovanissimo - dei vari COMUNISMI tra le due guerre mondiali e prima dalla Comune di Parigi in avanti - e continuato nei decenni venuti dopo, in solitaria diversa aria e luoghi, a rimontarlo con quanto sta disperso nel cascinale dalle soffitte alle cantine sarà arduo, a ricollocare scrittura-pittura-fotografia che non ho mantenuto assieme catalogato, e in più non so che piega prenderà: però lo tento, tenterò, se non sarò distratto da altro se non schianto per l'età, perché il COMUNISMO nelle sue varie apparizioni e prassi attiene alla mia STIRPE. E di Comunismo, seondo me, possino parlà e scrive, chi si definisce e lo è nei fatti, ‘OMUNISTA. Anco perché nominassi marxista è sempre un po’ troppo da intellettuali e, a vorte svicola, anco se io ciò non faccio, nell'inutile dedizione 'ulturale che poo vale a KARL MARX, meglio dissi-battezzassi ‘OMUNISTA senza tanti abbellimenti nè distinzioni, ir 'OMUNISMO va preso tutto che sia stato stalinista o trotsckista o luxemburghista o maoista o latinoameriano o afriano. Anzi seondo me più si vien via a più non posso dal 'omunismo europeo e meglio si sviluppa il NEO ROSSO. Mio bisnonno Damiano fu Garibaldino e fortemente critico mazziniano dell'interclassismo dell'Apostolo genovese. Appoggiò la Comune parigina del 1871. Assieme a Cecco Bertelli a Vecchiano. Di quest’ultimo poeta occasionale ho curato i versi in un numero dell'annuario di Geofilosofia e Pensosità: TELLUS: "Vite con ribellioni. Rinomate e sconosciute". 2004. Mio zio Alvaro comunista devoto a Stalin. Andra in Spagna nella Brigate Internazionali. Alvaro e Lalo arriveranno a minacciarsi puntandosi le doppiette. Per scontri ideologici tra fedeltà a Stalin o a Trotskij. Dramma. Impedito da mia nonna Beppina. Che piangente li separò. Mio zio Lenino. Il fascismo gli cambierà il nome in Beppino. Bordighista convinto. Antigramsciano. Prigioniero in guerra degli inglesi imparerà la lingua al Cairo. Lettore del Programma Comunista rivista clandestina di Bordiga. Anti-gramsciano. Ma come Bordiga non si impegnerà in alcuna resistenza attiva aspettando deterministicamente il crollo del capitalismo. Intanto tornato in Italia in Tombolo, tra Marina di Pisa e Tirrenia, svilupperà quella che chiamava una personale accumulazione capitalistica facendo soldi col mercato nero e le ballerine. Lenino ormai chiamato Beppino aprirà un albergo "la Bella Elisabetta" a Tirrenia dedicato alla prima figlia; poi un altro a Parigi in Montparnasse la "Belle Éllsabeth" dove soggiornerò spesso fin da giovanissimo. Diventando ricco, giocatore, donnaiolo, e finendo tragicamente assassinato per motivi di gioco in una bisca. Le mie due zie Lola e Matilde saranno gramsciane e togliattiane convinte. Matilde rimprovererà sempre a Togliatti di aver lasciato la compagna vera comunista Teresa Noce per una annacquata comunista come Nilde Jotti. A queste figure della famiglia Di Scalzo, ai protagonisti dall'ottocento nel movimento operaio proletario nelle rivoluzioni fino agli anni Cinquanta del '900 alla Rivoluzione Cubana attiene quanto scrissi ed ideai in immaginario sul Comunismo e intendo proseguire. Sapendo che non basta che abbia rinunciato al ruolo di Autore ad ogni feticismo alienato con cui vendere la mia merce culturale: nel momento che scrivi dipingi fotografi divulghi sul web sui social quanto inventi, seppure senza prezzo, gratuita, la Merce esiste. La scelta sarebbe il silenzio. Però Sara Cardellino, e prima di Lei Silvae Lo my wife, mi hanno detto che devo proseguire ancora la mia "matta rivoluzione". E Sara ha aggiunto: "Questa avventura nel comunismo può proseguirla nelle arti, uno come te, il meno indicato credo per tutti ma non per me, ricostruendo almeno qualche corrente che ti ha agitato a volte travolto anche nella stupidità, così sarai anche un po' personaggio da fumetto e picaresco, uno che chiamano Accio. E proprio per questo qualcosa di adatto riapparirà si completerà. Chi ti ama e ti vuol bene io Silvae lo i tuoi figli gli ultimi amci rimasti compagni ne saremo i lettori adatti".
NOVELLETTE ROSSE SEDIMENTATE SCOSSE 1 Ecco Amedeo Bordiga nella stanza a Livorno stilare il programma comunista prima del Congresso, il 26 gennaio 1921, che porterà alla fondazione del PCd’I sezione dell’Internazionale Comunista. Scrive su di una parete con la finestra escludendo le altre tre. Perché è per natura settario non ama il vario. Ha i pantaloncini corti, ma non se ne accorge, infantile estremista del comunismo con scarsa vista, gli scriverà il maestro Lenin, ricordando che una finestra è necessaria per dar luce anche alle altre tre pareti: Tattica Sovrastruttura Organizzazione soviet-partito. 2 Sono anche giocose le scale del Comunismo in salita che sembra una discesa all’inferno di un eterno inverno. Cento anni sono passati dal 26 gennaio 1921. Scale su e giù nell’acquoreo web glù glù glù. Ma il Comunismo ha lo scafandro, sale dagli abissi un po’ palombaro talpa, anche in bicicletta, sale le scale dalla fossa delle Marianne, scherza con la Marianne di Marat di Blanqui, risale per il Centenario in data e lingua italiana. Prende ossigeno da Gramsci Bordiga Tasca Leonetti e da milioni di comunisti morti ma non estinti che formano il plancton disperso che torna a galla con lui nei tempi duemila bui; che a Livorno, il 26 gennaio, compagni in scheletro sparse ossa torniamo alla possa, intonarono il canto dell’Internazionale.
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