:: Claudio Di Scalzo: I libri marxisti socialisti comunisti dei Di Scalzo custoditi da Accio. G. V. PLEKHANOV. Estate 2026


Editori Riuniti. Piccola Biblioteca Marxista.
Rinascita. 1956. Pagine 51-53-54-56; pp 69-70.





G.V. PLEKHANOV






Claudio Di Scalzo

I LIBRI MARXISTI SOCIALISTI COMUNISTI DEI DI SCALZO CUSTODITI DA ACCIO.

ESTATE 2026. 




G.V. Plekhanov perplesso nel 1917 sulla rivoluzione russa. 2012. 
QUI (clikka)
PLEKHANOV nella PIZZA ROSSA
 

La scoperta, estiva, di Sara Cardellino, nelle cantine del cascinale dei tanti libri riconducibili ai vari marxisti, al socialismo e comunismo diversamente declinato tra fine ottocento e metà novecento, che mi son rimasti come eredità da parte di mio padre e dei miei zii e zie, l’ha mossa a “fiondarmi” addosso, ahì centrato male assai, la richiesta di operare un minimo di sistemazione memoriale e bibliografica, di tanta messe di volumi che cantan messa in lingue diverse e che nessuno più intende o ascolta o medita. Figurarsi lo studio! Al quale mi applicai.

-Accio perché non ricavi frutto dalle competenze di bibliografia e biblioteconomia, apprese con esami universitari a Pisa - e non lamentarti adesso per avermi raccontato gli anni universitari - ordinando la biblioteca della, come la chiami tu, enfaticamente, “STIRPE marxista comunista socialista dei Di Scalzo”? Almeno questi libri riceveranno minimale cura e custodia in scatole armadi bauli; via dalle polverose cataste e pile polverose con escrementi d’insetti salamandre vari uccelli notturni ospiti dai lucernari aperti o coi vetri rotti ! Le ombre che veneri familiari e marxisti illustri te ne sarebbero grate. Garantito!

L’accontento. Anche se dovrò rileggere parecchio (e ahimè ritrovare la serie “Pizza Rossa per i morti socialisti e comunisti” che ho pubblicato sull’OV in soli due capitoli anni addietro). Perché ciò mi sembra un omaggio a Libertario detto Lalo, Alvaro, Lenino, Matide, Lola. Un padre due zii due zie nei Di Scalzo tutti in comunismi diversi: mi pà influenzato dal trotskismo, Alvaro stalinista, Lenino bordighista; Matilde gramsciana, Lola togliattiana. E tutti a leggere opuscoli libri volumi capendoci quello che potevano intendici, come me del resto, in tempi diversi e con létiate a raffìa tra di loro che ancora ne sento l’eco. L’ò riordato artre volte: mi pà e zi’ Alvaro, discutendo su Trotskij e Stalin si puntaron le doppiette e li divise mezza svenuta su mà Beppina. Esto ir clima; esti i “veri ‘omunisti” per me.

Comincio da G. V. PLECHANOV: LA FUNZIONE DELLA PERSONALITÀ NELLA STORIA. Editori Riuniti. Piccola Biblioteca Marxista. Rinascita. 1956. Pagine 51-53-54-56; pp 69-70.

Georgi Valentinovich Plekhanov (1856-1918). In questo libro il socialista marxista russo intanto collega le personalità eminenti della storia al contesto socio-economico e alla lotta tra le classi; e dimostra che tali re governanti presidenti condottieri come Bonaparte rivoluzionari anche come Robespierre possono sì influenzare e proporre svolte alla storia ma non possono cambiare gli orientamenti generali che sono determinati dalle forze produttive dalle dinamiche economiche anche in scontro tra loro.

Utile leggere questo PLEKHANOV in tempi attuali 2026 quando sui media sul web tutto è ridotto a singole personalità che siano Trump o Putin o in sedicesimo, come per i libri, alla Melloni. In ciò si distinguono gli ex marxisti e ex comunisti, il fenomeno del rinnegamento fruttuoso ripiegamento al soldo della borghesia turbocapitalista e degli imperialismi, attivi da decenni nello smontare le conquiste a livello storico del marxismo nell’interpretazione materialistica della storia. Il socialista russo appoggiò la necessità della guerra zarista contro Germania e Austria nel 1914; menscevico si oppose alla Rivoluzione d’Ottobre, al comunismo russo, ed ai suoi esiti nel Soviet e nel Governo guidato da Lenin. Gli esegeti attuali, tanti figliati dalla Sinistra Extraparlamentare anni ’70, della NATO UCRAINA ISRAELE contro gli latri imperialismi, hanno quindi uno zio da considerare; ma perlomeno non era banale e idiota come loro da santificare Zerelsky o i democratici americani anti-Trump ed a ridurre l’imperialismo russo al solo Putin dittatore.