| :: Accio e Sara Cardellino: "La carne, la Vita e il Diavolo" da "La carne, la Morte e il Diavolo" di Mario Praz. 1976/2026. |
-Accio ho ritrovato nelle cantine questo volume con custodia; perché tenerlo mischiato a libri a riviste di altro genere? Sei contento riappaia? Me ne parli? -Salto di gioia con capriola!.. Non offenderti… prezioso ritrovamento. Non sapevo dove fosse finito. Te ne parlo perché Mario Praz, con “La Carne, la Morte e il Diavolo nella letteratura romantica”, del 1942, con questa riedizione degli anni Settanta curatissima, mi permette di risponderti quando rimarchi tra sorpreso accigliato - e la comprensione essendoci tu largamente presente - che mi dedicai mi dedico a ad aspetti di sensualità nelle figure femminili. -Così determinante questo saggio? -Rifammi dà un’occhiata alla prefazione e ti rispondo meglio. -Ehmm… quarcosa mi ritorna in mente. Questo libro di critica letteraria ed estetica è fondamentale: sul Romanticismo e Decadentismo che secondo Praz ne è un proseguo: in materia di “sensualismo”, di meccanismi dell’Homo Sensualis, di femminile “Bellezza medusea” spandente “Piacere e pena”; ne sai qualcosa Sara avendomi centrato parecchio; ah anche Silvae Lo e precedenti “Dame romantico-decadenti”. Sì è vero. Non so, se come dici, mi son pareggiato, con la “paesana bellezza bayroniana”, ottima rima!, verso beltà in coppia con me. Di sicuro questo volume, che proseguii cercando Bellezza nelle avanguardie in pittura e fotografia, come nel Surrealismo, mi permette di battezzarlo “La Carne, la Vita e il Diavolo”. -Tutte belle, seminude, giovani molto più di te Accio, contemplate dall’occhio Reflex rimando con sex, l’avresti fatto anche senza leggere Praz, il saggista ti fornì alibi culturale alle tue idiozie di “Pansensualità”. -Appresa nella sartoria di Nada mamà… ti garba la rima. Ad inizio anni Settanta, in ambito della sinistra extraparlamentare e PCI, usare la fotografia di moda, il ritratto sentimentale rosa o il nudo evocante il Romanticismo-Decadentismo, era considerato deriva borghese se non reazionaria. -Sorvolo che fotografavi discinta Zia Elle. Anche ciò era Simbolismo sovversivo in tua Beata Solitudo? Interpretavi L’Apollinaire che scrive sull’adolescente Don Giovanni? Com’è possibile che sia finita a bruciare la mia carne con un diavolo scemo come te? -Intanto cerchiamo di render possibile che non bruci il conigliolo alla cacciatora con l’olive nere sul fornello, Sara. Quando piove qui non c’è altra ‘osa che tenga bòna la “Belle dame sans merci. Ridi ridi veneziana e apparecchiamo. A Praz intanto aggiungiamo lo Spritz.
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