
HANS HARTUNG

HANS HARTUNG

HANS HARTUNG
Cladio Di Scalzo detto Accio
HANS HARTUNG NEL 1973 A PARIGI MI SUGGERISCONO COSE TRE.
DANIELA CANTELLI. CON NOTA FEBBRAIO 2026.

"Alla lettera H... HANS HARTUNG"
1973. Parigi. Cds

"Simil-Hartung Tascabile"
Parigi, 1973. Cds





(QUADERNETTO PARIGINO. APRILE 1973) - Guardando la grafica, acquaforti litografie carboncino, acquetinte, di HANS HARTUNG, oggi, a Parigi, alla Galerie de France, penso: UNO: che il gesto nero segno su sfondo bianco sia il Bello, un possibile Bello, prima della creazione dell’universo. Mentre le opere con il colore trafitte da linee segni interpunzioni di riccioli sia la grammatica pulsante di qualche galassia prima di formarsi, ovvero, il coriandolo che Hartung, soldato e combattente in guerra, ha ricevuto sotto le bombe; il lucente di qualcosa di primordiale che invece di uccidere nutre l’uomo sulla terra creata puntino nell’universo. Bellezza e vita da lui pensata nel martoriato suolo da pallottole esplosioni morte.
Hartung mi coinvolge, DUE, perché ravviso nella sua grafica nei suoi quadri l’impulso e l’esperienza momentanea del suo dinamismo tradotto in movimenti segnici sopra una superficie. Dialettica. Soggetto mestiere quadro. Rinuncia al colore, tutto affidato alla virtù pittorica del nero in rapporto al bianco. Uso di inchiostro grafite carboncino.
Tornato nel mio studio caotico vecchianese, rileggo queste impressioni, e decido, TRE, che per un po’, custodirò un Simil-Hartung nella rubrica telefonica; e uno "Pieghevole da tasca"; e l’imitazione del suo gesto informale su tela usando la scopa, che curiosamente nel pisano si chiama granata. Daniela Cantelli ride di gusto guardando il risultato della granata domestica per segno informale, alla Action Painting, nel trittico titolato “Aquila sulla preda”. Aggiunge maliziosa che oggi si sente “agnella”. Mi artigli segnandomi pittore imitatore? Cerca l’originalità nei baci, però, mi raccomando, sennò nel nido del cascinale non ci sto!

"Daniela Cantelli Bianco Biondo Nero Gesto
dopo la mostra sulla grafica di Hans Hartung"
1973. Parigi. Foto Accio
(CDS - Nota 13 Febbraio 2026). Convinto-sospinto, da Sara Cardellino, a ritrovare quanto battezzo “radici e preci devote - alla mia personale - storia dell’arte”, fortunatamente ricordo in che scatola, in armadio della soffitta, stessero le mie preghiere segniche per l’Informale o pittura segnica o Action Painting americana ed europea. Ritrovo la dedizione verso Hans Hartung. Un paio di invenzioni a lui dedicate nel 1973. Scritti tradotti da cataloghi. Ma non il trittico “Aquila sulla preda" che divertì Daniela Cantelli (Pisa 1953/Dispersa in India 1977. Morte presunta 1990. Ufficiale 2011). Probabile sia andata perso oppure ficcato chissà dove.
Mi coinvolse la storia-vicenda dell’Action Painting, e quando la scoprii, sorta neglia nni Quaranta e Cinquanta del ‘900, a Parigi, era nella sua parabola discendente con l’avvento prima della Pop Art e poi dell’Arte Concettuale, perché la ritenni e la ritengo l’ultima arte romantica ma anche l’ultima forma estetica dove i pittori scrievvano si interrogavano si affidavano a Luce Colore Segno tecnica pittorica Inchiostro incisione scrivendone, lasciando testimonianze e frammenti, come per tutto l’ottocento ed inizio Novecento accadde. Dopo la superficialità spettacolare della Pop Art l’asettica Op Art il gorgo spazialista e l’intellettualizzazione universitaria dell’Arte Concettuale nei suoi vari esiti. Con L’Informale termina, per me, l’avventura pittorica dove l’artista rifletteva sul suo mestiere in maniera genuina e altamente necessaria da conoscere. Come poteva esserlo una poesia un racconto dei maestri in letteratura.