
"Ernst Jünger nella Tempesta inchiostro da timbri"
CDS, tecnica mista su cartone, 1987.
Claudio Di Scalzo
ERNST JÜNGER ALLA MIA LATITUDINE
CON LA CARTOGRAFA MARGHERITA STEIN
1987/2025
"Margherita Stein boschiva monitipo esposiva
Monotipo, 1987, CDS
Dalla metà degli anni Ottanta con Margherita Stein, cartografa che mi tradusse parti dei libri di Ernst Jünger e in seguito leggendolo in edizioni Adelphi, organizzai una mappa per traversarlo ricavandone uno strumentario che torna utile in questo 2025 quando si declama il “Riamo europeo”, scomodandolo in maniera superficiale, mirata ad uso bellico imperialista, del tedesco.
Jünger ebbe lunga vita lunga serie di libri. Alcuni per me importanti.
Ernst Jünger come Heidegger non è possibile liquidarlo sbrigativamente come nazista. Appartenne alla Rivoluzione Conservatrice, detto meglio era un anarchico conservatore. In Italia l’unico esempio simile è GIOVANNI BOINE che non a caso scrisse i DISCORSI MILITARI per i combattenti nel primo conflitto mondiale. I suoi semi-inediti, comparsi su obliati giornali, testimoniano la sua ricerca filosofica verso Kierkegaard: non c’è il Bosco di Jünger bensì l’Uliveto ligure dove intrecciarsi a quanto trascende la materialità dell’esistere.
Interessante, per me, fu allora lo è oggi, la sua denotazione del Ritorno al Bosco, alla Boscaglia, al pensiero che definisco Selvatico. Come ANARCA non come anarchico. Qui, superata questa linea, l’OLTRE, come per certi versi pensò HEIDEGGER col suo PERCHÉ TORNARE IN PROVINCIA (possiedo una traduzione delle poche paginette di Margherita Stein), sarà possibile resistere alla tecnologia fagocitante a ogni potere. O almeno tentare.
Da queste riflessioni Jungeriane spremetti il definitivo addio a ogni tentativo di ACCESSO AI SAPERI ALLA LINGUA ALLA CULTURA ALLA PAROLA, che intanto valse per me, ma che poteva esserlo anche per chi ambiva a modellarsi intellettuale, accettando la scommessa di rivoluzionare la citta/metropoli dei saperi, perché se essa era nel Novecento di proprietà dell’Accademia Università Editoria Musei Gallerie fondanti il mercato, Gerarchia Vassallatica Imperiale; nel Duemila avrebbe dovuto o cedere dominio o accordarsi coi nuovi proprietari delle linee telematiche (mezzi di produzione-strumenti di produzione) dello Spettacolo Culturale dove riversare quanto prodotto, merce alienata alienante, dai nuovi scrittori artisti poeti giornalisti opinionisti e così via. Solitamente mezze tacche rispetto a chi nel Novecento scrisse dipinse fotografò e filosofò. sapevo e so che questa mappa si intreccia con il mio marxismo eterodosso che rifiuta l'alienazione feticistica della merce cultura fin dalla lettura dei Manoscritti economico-filosofici di Karl Marx.
Le posizioni di Ernst Jünger, che poi diventerà cattolico ovviamente tradizionalista, potevano essere accostate al nostrano, FASCISMO DI SINISTRA. Malaparte e Maccari vi fecero parte. Da giovani anche BILENCHI e VITTORINI. E da giovane anche mio nonno PARDINI VITTORIO inteventista, ardito sul Carso, medagliato, Marcia su Roma, ma antitedesco. Tanto che non aderì alla Repubblica Sociale Italiana dopo il 1943. Trovandosi tra due fuochi: i partigiani come mio padre Libertario Di Scalzo e i Repubblichini vecchianesi. Ne usci morendo di crepacuore.
Quanto enucleato sintesi fin qui rivela che la materia Neutralismo/Bellicismo; Rivoluzione/Reazione la conosco perché prima di tutto ce l’ho avuta in famiglia. I Di Scalzo tutti comunisti in varii comunismi; i Pardini e Degli Innocenti (Vittorio e Messinella) fascisti.
Il Pensiero Selvatico il Ritorno al Bosco aveva rimando per Ernst Jünger, sicuramente, allo HOELDERLIN che cantava le querce boschive: libere rispetto alle piante dei giardini che sono potate. Per me nel bosco, nel pisano si dice Macchia, ch’è ovviamente una condizione esistenziale, ci andavo a caccia del cinghiale, era la condizione ideale per “non essere governati” o, detto meglio, “essere governati il meno possibile”. Comunismo praticato quotidianamente. Anche ora. Dove la massima di casa Di Scalzo, di mio padre, "Né comandare né essere comandati"; "Ne ho voglia, non ne ho voglia", potevano realizzarsi. Assieme a quanto prescrisse STIRNER di non accettare nessuno sopra di sé. Nessuna Autorità. Anche ora non riconosco nessuna Autorità sopra di me: se non Dio e MARGHERITA STEIN e SARA CARDELLINO e SILVAE LO e, assente, perché morta suicida a 25 anni nel 1984, KAROLINE KNABBERCHEN.
Volendo nel bosco si può anche somigliare il più possibile agli animali selvatici; rinunciare al linguaggio; il Bosco è la patria-heimat secondo me anche di KASPAR HAUSER.
Nel bosco non c’è necessità di scambi culturali, di estetizzare o culturalizzare l’esistenza, e se lo si fa ha soltanto valore d’uso: con chi ami con chi accetta la tua selvaticheria.
Ci tenevo che chi visita l’OLANDESE VOLANTE, che ha l’ACQUOREO WEB come BOSCO, conoscesse questo riassunto sempreverde della mia postura esistenziale.