
Claudio Di Scalzo
ANDREA DEL CASTAGNO A FIRENZE
GUARDA L’ARTE E SCRIVINE A PARTE.
ACCIO GUIDA MUSEALE
CHE POCO VALE
MA IN AMORE TANTO.
A SARA ESSERINO.
2009.

Andrea del Castagno - Cenacolo in Sant'Apollonia - Firenze -
Nel ’400 zipillo di pittori in Firenze si distingue ANDREA DEL CASTAGNO: 1421 nato nel Mugello. Forse venne indirizzato da Paolo Uccello o da Filippo Lippi; però studiando i suoi affreschi s’intende l’influenza del Masaccio; mi porta a drammatizzà si disse Andrea. Eccomi qua a Venezia, ò vent’anni, ad affrescà la volta della cappella di San Tarasio a San Zaccaria. Ci lascio data e firma. La mia prima.

Andrea del Castagno - "San Giuliano e il Redentore"
Basilica della Santissima Annunziata - Firenze

Andrea del Castagno
"Apparizione della Trinità ai santi Girolamo, Paola e Giulia Eustochio"
Basilica della Santissima Annunziata - Firenze.
Nel 1444 torna a Firenze. Dispiega il talento nell’affresco. Un anno dopo nella Chiesa dell’Annunziata termina il “San Giuliano benedetto dal Redentore”. Realismo. Notevole senso plastico. Vigore delle linee ove emerge rilievo psicologico delle figure. Nella stessa sede il “San Girolamo cui appare Gesù Crocifisso”. Siamo nel 1455. San Girolamo penitente calca il deserto. Insieme a due sante alla SS. Trinità magistralmente dipinta sopra la testa del santo. Il leone è addomesticato.
Pel mi’ talento istinto e concetto nella pictura a fresco sun circondao da invidie et linguacce. Circola l’infamia ch’abbia voazione d'assassinà altri pittori cun segrei migghiori de’ mia. (Effettivamente il VASARI mise in giro la stoltezza che Andrea Del Castagno avesse assassinato Domenico Veneziano per carpirgli i sgreti della pittura ad olio. Leggenda infamante smentita da sicure prove documentarie. NdC)
Il nocciolo splendente della sua opera è conservato nel Museo del Cenacolo di Sant’Apollonia. Qui il magistrale et granne affresco per il refettorio, anno pressapòo 1450, raffigurante “L’ultima Cena”. Spiccato vigor plastio, robbusto senso de monumentalizzà le figgure et occhio perfecto all’architettura torno torno ir Cristo. Esemplare la scelta della pallida tovaglia della mensa ch'accogghie lux veniente dalle finestre a lato e che, svirgolando tutto ir pittato, riunisce ogni presente al Convivio; questi appaiono solenni nelle posture epperò con volti quasi da popolani. Essi homini dentro all’evento storico e mistico insieme scandiscono lo spazio nei vari piani.
Mi sembra d’avé chiappato la mi’ maturità artistìa. Pittore del Mugello mugellano tegno salto pennello né la mano. Ride Andrea del Castagno. Nettandosi le mani tinte col panno.

Monumenti equestri di Andrea del Castagno e Paolo Uccello in Santa Maria del Fiore - Firenze
Condottieri Niccolò da Tolentino e Giovanni Acuto di Paolo Uccello.

Andrea del Castagno - Niccolo da Tolentino condottiero.
Santa Maria del Fiore - Firenze
Pittore ch'esalta il senso del drammatico unitamente al monumentale. Toni incisivi nei colori nelle prospettive profonde. Alla figura umana consegno slancio anco eroico et da essa riàvo lo spazio: potrei confessà che lo scandisce. Et la pictura de mi’ mano et cervelo accussì finisce. Li sverti di comprendonio intenderanno, guardando anco la “Deposizione” et la “Resurrezione” qui in Sant’Apollonia cume dipigne Del Castagno. Se non basta loro che vagghino a vedé Niccolò da Tolentino, da lontano da vicino, in Santa Maria Del Fiore: costì ir condottiero capitano generale di Firenze a cavallo sta fermo eppure sembra che si mòva con l’animalo. Con rispetto verso Paolo Uccello che venti anni fa dipinse Giovanni Acuto ir pittato pure equestre a Giovanni Acuto, che in esta chiesa ar mi’ 'avaliero fa da precedente contrappunto, seppur solenne appare di molto immobbile. Niccolò gliè figura animata col su’ animalo e pronto alla pugna.