
CDS: L'Olandese Impiccato - Febbraio 2017
L’ULTIMA PAROLA DELL’OLANDESE IMPICCATO
1
Spettabile corte giudicante, armati, che mi guardate in cagnesco; sacerdoti che mi irridete con le vostre false religioni col labbro intento al biasimo verso la guerra di corsa; pensatori e scrittori e poeti che mi avete sempre disprezzato e che godrete vedendomi danzare sul Nulla della mia avventura nelle arti,… sappiate che c’è dell’angelico in me, e che nessuno di voi riuscirà mai a uguagliare la mia vicenda nei segni che orma, sempre secondo le vostre fini intelligenze, non lascia!, ma vi sbagliate. I libri cancellati, io sono il libro di me stesso!, prima o poi tornano nella Ribellione Eterna che abbatterà ogni vostra gerarchia. E si chiama, con facile rima, Anarchia in Poesia!
Voi pensate che il mio sia un proclama stolto e fallace. Invece questo pontile è la mia Croce. Irridete uno che ha l’Ecclesiaste, non scordatelo, e il Vangelo, non vi sorprenda! nella blusa; e dalla crocifissione, come dall'impiccagione, che io stesso ho cercato, si risorge. Sappiatelo. Ed è proprio perché sono stato crudele in tutta innocenza, che poi è la condizione perché la letteratura e l’immaginario, produca un’arte memorabile!, che mi salverò anche se ora sono misera preda della vostra Legge. Mi salverò!
Perché accada,... senza necessità di aver letto libri, studiato da precettori con la bacchetta, aver imparato a memoria formule d’altri, senza inginocchiamenti a nessuna gerarchia vassallatica che impone obbedienza, senza adottare teorie come protesi in sostituzione della propria spada… perché accada bisogna aver traversato ogni Infernalia di vissuto, ogni infanzia drammatica, ogni tradimento, ogni amicizia perduta nell’adolescenza, ogni amico del cuore scannato in abbordaggi disperati, ogni amore che credevi vento perenne nelle vele e che portò alla bonaccia, e ogni bellezza svanita all’ultimo momento per errore e colpa che mai avresti pensato di compiere; bisogna aver passato decenni e decenni, in solitudine, a guardare stelle e il mare infinito, sentinella di qualcosa d'incomprensibile che pure dava fremiti gioiosi e dolori insensati,… così, io che venni definito, da chi amavo e che per breve tempo non mi fece sentire solo nell'immensità dell'oceano, uomo inaffidabile e strozzatore di idee d’amore nel collo tanto baciato, sono stato l’uomo più affidabile che si conosca tra tante vite illustri, con la mia vita scarsamente illustre e detestabile; e che non strozzai mai l’amore in chi amavo lo dimostro, di fatto, impiccandomi da me, strozzandomi io stesso, perché il cappio son io ad avervelo porto, perché se volevo mai mi avreste catturato! e l’avventura che odiate sarebbe continuata.
Ma soltanto il sospetto in me, che spinto dalla colpa originaria, abbia fatto soffrire chi a me si diede con amore alto e nobile, fino a convincersi che potevo non mantenere la promessa che potevo impedire il libero dispiegamento d'ogni creatività, io Olandese questa colpa possibile sconto concedendomi alla morte per impiccagione e alla vostra derisione.
Dove giungo io per amore nessuno può arrivare… tra voi. Nessuno di voi avrà mai i forzieri di parole e colori e immagini che io posseggo. Che possedevo. E dai quali cento libri avrei potuto ricavare ed onori. E che invece spariranno con me perché giacciono e giaceranno in fondo all’oceano. Perché sono L’Olandese! Eroe da libro. E giungo fin qui perché affidabile e portato a involare ogni idea in chi amo verso il cielo immenso. Ma questo lo sa il Cristo non voi!
E ora tirate la corda. Addio!

2
Nessuno si sorprenda, per il finale che avete appena letto in esergo, se nell’ultima prima pagina dell’Olandese Volante on line - che va a disalberarsi nel maggio profumato in qualche porto che nessuno mai ricorderà - appaiono vicende che rimandano all’amore dell’ardito capitano, che nell’opera di Wagner, è un marinaio maledetto costretto a cercare sulla nave dannata, da Dio, di decennio in decennio una donna che gli doni un amore che sia per sempre, che nell’opera è Senta, e che così lo salvi nel segno di Cristo. La navigazione e ogni scrittura e disegno è stata, è, per L’Olandese una dannazione. Una Croce. Una punizione per una colpa, apparentemente, non redimibile.

L’Olandese Volante è stato, e lo sanno quei pochi lettori che ne hanno seguitole vicende, come rivista pur essendo un romanzo transmoderno illustrato, la più nascosta e vilipesa e scansata! - perché maledetta? - una nave con vele che vibravano ogni genere letterario e pittorico ereditato dal ‘900 e nel Duemila innervato di altri cordami e altre nuove velature.
Però si ricordi, che l’Olandese Volante, è, è stato, un “Romanzo per una nuova estetica e politica libertaria" e quando torneranno le rivolte e le rivoluzioni, verrà ricordato, e dalla rive si potrà vedere ancora la sua sagoma sull’orizzonte, statene certi, come nave fantasma coraggiosamente libera!, accadrà. E come in ogni romanzo l’invenzione sconfina tra il vero e il fantastico, comprese le vicende dei tanti personaggi, che stettero, stanno, sullo scafo intrepido. La Barra Rossa in alto, rossa! non a caso, ne conserva le vite, i capitoli, le vicende. Prima che scompaiano per tornare in altro universo acquoreo con L'Olandese con altra vita alle prese. Ovvio!

L’Olandese Volante ha molteplici intecci come romanzo, sublimi e umoristici, canzonieri che ricordano la fedeltà di Petrarca e di Dante alle donne muse, drammi dell’amore che adombrano il tragico che fu dei personaggi di Shakespeare; e accosto la letteratura popolare e del fumetto, i personaggi possono stare anche nelle trame di Salgari e Dumas e Verne, così come l'Olandese disegnato con la Corsara della Metamorfosi, non sfigurano se accostati ai fumetti di Pratt e Raymond e della Walt Disney.
In una di questi sviluppi sul mistero dell’ultima impresa dell’Olandese Volante, sulla fine dell’Olandese Volante, che più non è possibile leggere o vederne i disegni, si narra, ma potrebbe essere una finzione di un narratore che vuole darci un finale ancora più terribile dell’avventura, e cioè che finì impiccato dagli spagnoli che lo catturarono perché non aveva più voglia di cercare quanto non era mai riuscito a trovare.
Allo sbrigativo processo sprezzante disse che non si ricordava più perché aveva per tanto e tanto tempo scritto e disegnato né che cosa andasse cercando. Che si sbrigassero a compiere quanto lui gli permetteva di fare, e cioè di appenderlo e farlo dondolare. Tanto è un attimo e poi rinasco da qualche altra parte con altre fattezze e pensieri e con una gioia possibile tutta mia. Nel Cristo o nell'amore di Gemma. E nessuno conosceva questa Gemma. Pensarono a un delirio ma non era così.
NOTA
Questa come altre pubblicazioni sull'Olandese Volante nella sua ultima avventura sono l'equivalente di un poema grafico o di un fumetto o di un racconto popolare o forse di frammenti feuilleton e biografie immaginarie stavaganti. Non hanno niente a che spartire con la letteratura colta e alta e illustre. Sono avventure di un autore con i suoi personaggi che scelgono di apparire quantomeno presentabili, nei linguaggi, dinanzi alla parola FINE del Romanzo transmoderno che gli fu dato di vivere e interpretare.