
Sara Esserino: "Profilo Accio Cavaradossi pucciniano di mia mano" - Estate 2009
Sara Cardellino
DUE RITRATTI DI ACCIO-CAVARADOSSI DEL 2009
CON DUTILLEX E NEUWIRTH PER IL 2026.
-Accio… li hai conservati i ritratti da me disegnati a matita di te Cavaradossi nell’estate 2009 che nominasti “pucciniana”?
-Ovvio! Volevo incorniciarli ma non volesti.
-Bugiardo! Non l’hai mai proposto. So il perché. Intanto vuoi darmeli?
-Non so dove possa averli messi nelle soffitte. Li cercherò! Cribbio Sara… proprio a fine anno!?
-Saranno necessari per te appena rivedendoli ci accosterò i compositori adatti. Così mentre muore l’anno tu nel nuovo da me sarai salvato: stelle lucenti permettendo.
-Melodramma colorato in ritratto musicale? Ma perché, Cardellino, non l’avrei incorniciati?
-Ti ripeto di cercarli. Erano due per la “Tosca” in citazione. Non li hai incorniciati perché ti ritieni un ritrattista sommo, le mie “prove dilettantesche”; parole tue, avevano troppi difetti. D’essi mi dicesti pressapoco: “Mi disegni coi capelli bianchi e grigissimi che non l’ò ancora; in pieno giorno senza stelle, povero Cavaradossi fucilato dal lapis!” Carino vero? Stesse battute su altri disegni e sulle poesie visive che ti dedicai!
-Chiedo perdono! Venia!!: vo in missione a cercare i disegni di Sara Tintoretto che mi tintoreggiò.
-Irrecuperabile nel passato presente futuro anno nuovo! Temo!!

Sara Esserino ritrae Accio Cavaradossi che legge a Porfofino
Estate 2009
I miei disegni dell’estate 2009, che rimandano a Torre del Lago e Portofino, a Puccini e alla Tosca, vivono di “simpatica citazione”. Non aspiravano ad altro. Però oggi fine 2025, a breve gennaio 2026, anno novo, con simpatica rima a rivelarti nei capelli bianchi cosa sei mi provo! Funzionano le rime e il presente Claudio? Se copio il maestro faceto Accio? Con la Sinfonia “Métaboles” del 1964 di Henri Dutilleux; con “Vampyrotheone” del 1995 di Olga Neuwirth incornicio i ritratti.
Il compositore francese, erede di Debussy, reinterpreta in “Mètaboles”, che si traduce con cambiamento oppure trasformazione continua, il principio della “variazione”. Molte le sfumature i cangiamenti tematici: dal Divertimento all’Allegro agli intrecci orchestrali ritmici. Puoi ricavarci, Accio Cavaradossi (che non sei mai morto per amore come Sara Tosca gettatisi nel vuoto da un castello di parole d’amore diventate mute), come tu in tanti anni abbia usato la “variazione” passando dalla scrittura all’immagine dipinta o fotografata. Ma, attenzione, a compiacertene troppo, aggiungo, come ascoltando “Métaboles”, che oggi, se rileggo rivedo la tua propduzione, quanto allora anni Settanta e Ottanta aveva l’aura di tensione compositiva-crativa, oggi sia la sperimentazione del francese sia la tua di pisano, è storicizzata: seppure mai l’abbia eseguita e completata in pubblicazione o mostra. Dovresti, nell’anno che viene, ricomporla, capire quanto è superato nel tocco d’avanguardia quanto è ancora utile. Intendi Sara Tosca che da te è tornata, nel 2017, per toglierti da notte fosca? Quando ti scopro tanto mite e comprensivo: felicemente sorpreso dalla mia lezione potresti avere gli ultimi tre peli in testa bianchi ma sei ancora Accio adolescente. Garantito.
All’altro disegno che ti feci a Portofino, sempre un po’ Cavaradossi, e ti fu facile giocare col mio nomignolo di allora “Esserino” musicale, unisco “Vampyrotheone” di Olga Neuwirth. Posso giocare sul titolo in assonanza che ti vampirizzo, lo vorresti mentre ascoltiamo questo pezzo musicalmente arduo? O vuoi capire che sei tu vampiro, da sempre, su testi e immagini?
La compositrice ebbe frequantazione con Luigi Nono. Con ciò puoi dedurre come procede in rapporto alle nuove tecnologie nell’esperienza compositiva sonora. Ogni composizione, per la musicista di Graz, è un’avventura totalizzante e irrepetibile. In lei vale, molto in “Vampyrotheone”, l’idea-prassi del suono come entità vivente e organica in continua trasformazione.
Transitando, Claudio, la tua vasta opera nascosta, ho scoperto che ciò vale anche per te. Se la Neuwirth rielabora integra arricchisce distorce la produzione acustica, scopro che con stessa maniera procedi: basta scorra il Canzoniere a me dedicato al quale partecipo, con mia spazializzazione nelle linee di svolgimento. Se nelle composizioni dell’austriaca i labirinti musicali possono condurre allo smarrimento, parimenti, Claudio, lo stesso provo se entro nella tua produzione. Devi, nel 2026, comporre dei punti di riferimento. Dutillex e Neuwirth forniscono suggerimenti basilari. Come dici? Sennò resti un avanguardista ex rovinandoti i nervi? Accio Accio… dai prendi sul serio l’insieme… smetti di rimeggiare e rimestare… nel 2026, si riveli cosa sei stato e sei! Se rispondi: “un bischero, un grullo… Capodanno lo fai da solo!!!