
"Karoline Knabberchen nell'iceberg teologico sulla natura di Gesù"
1983 - Foto Fabio Nardi
KK
(Guarda Engadina Svizzera 10 aprile 1959
- 20 agosto 1984 Isola di Austvågøy Lofoten Norvegia)
Karoline Knabberche
ESEGESI MATTOIDE DELLA SACRA SCIAGURA
GESÙ KIERKEGAARD SCHELLING. 1983

Afflizione infinita sotto al cilindro
CDS/FABIO NARDI
Fin da adolescente sospettai che la vita fosse sciagura. Pertanto, a questa sciagura - o dovrei usare il termine disastro? - non si può porre rimedio.
Eccola l’infinita tristezza di Gesù nell’Orto degli Ulivi e in altri passi del Vangelo. Ecco: sgocciola dal nocciolo dell’oliva schiacciato nutrimento amaro sulla personale teologia allucinata: cala dalla gota alle labbra schiuse; lingua lappa; gola deglutisce; ingoia; nel segreto della cameretta di legno foderata.
Non si tratta proprio di Disperazione, quanto porta la Sciagura, devo precisarlo a me stessa, non è la Malattia Mortale di Kierkegaard; o forse... solo nel senso che essa è l’afflizione come infinito bisogno di conforto. Per questo la medicina che peggiora la condizione, tra tutte, è l’estetica a cui affidarsi o praticarla. Più ancora specifica? La poesia la letteratura a me peggiora la malattia.
Sottolineo l’aggettivo “infinito”.
Esso sta a significare che questo bisogno è una malattia di cui non si dà guarigione!
Bisogna, mio tentativo, a nessuno consiglio di seguirlo, tosse compresa e altri annichilimenti ossei: prendere Kierkegaard, la Malattia Mortale, lo schema boccetta infuso che se ne ricava, diluirla con ogni polvere - non importa se zuccherina o sciapa - di ogni teologia salvante l’Essere solo per Fede e non Cultura, e portare tutto al limite - corpo pensiero con questa ritenuta medicina: l’averla ricavata vale anche se non deglutita: a questo pensa già l’olio degli olivi Getsemani - tutto all’Infinito, fino a trasformare la MALATTIA MORTALE in una MALATTIA INGUARIBILE.
Quindi inguaribile, sì, però debilitante e basta, una disperazione fiacca, cronica, coestensiva al fatto stesso di Esserci: che conduce fatalmente a morte: però soltanto dopo lunghe stagioni di titubanti patimenti.
Gesù? Per ascendere al cielo ha dovuto liberarsi del suo involucro. Come il bruco che diventa farfalla Gesù si è liberato della sua parte umana; perché ha capito, inchiodato alla Croce, che lui Figlio, sulla terra, non regge il Male in sé come ci riesce Dio suo Padre in cielo nell’universo.
Questa suggestione teologica - mattoide? - o filosofia diluita - è tutto un diluire stamani scrivendo questo frammento - nella teologia, la ricavo dallo Schelling, che affronta il problema del Male, nelle “Ricerche filosofiche sull’essenza della libertà umana”. Mi perdonerà, per questo mischiamento, medicina consolatoria, l’ultimo Schelling immusonito nel dagherrotipo coi capelli bianchi più lisci della neve sul davanzale qui a Guarda?
Egli Gesù ha tracciato, così, temo fino a tossire per ore in certe giornate di neve senza impronte fuoricasa, un solco incolmabile con l’uomo/donna - che Imitazione, De Imitatione Christi, è possibile per noi terrestri, per me? - un’infinita distanza ci separa dal Figlio dal Padre.
Resta una piccola consolazione: quella di essere il negativo di Gesù, di essere il Bene insidiato dal Male dalle scapole alle ginocchia in crescita; sorta di abitanti un limbo dove mutiamo non sapendo verso cosa; me-noi crisalide/i; uns-noi-nous-nos-us; l’inferno palpitante zolla asciutta o nevosa; gli irredimibili, come Lui/Cristo siamo la sostanza dell’umano disastro.

Friedrich immusonito Schelling nel finale.
(Leonberg, 1775 - Bad Ragaz, 1854)
PREGHIERA PRIMA
Cristiana per follia endemica del costato sanguinante. Amore per il Cristo sul fare dell’aurora. Mi intendi? Riesce a vivere il passero sulla grondaia senza acqua e cibo. E si spiuma e boccheggia. E basterebbe una mia lacrima per dissetarlo. Nel fuoco d’amore per la riconosciuta incompletezza cresce il sospetto per il corpo doloroso e solenne.
Se non troverò in Dio-Cristo la fanciulla che vorrei essere perché vivere quaggiù?
Diventa un presepe abbandonato la camera che abito. Le parole fino a domani avranno cuore tra i denti. Eresia, sbandata domanda di bene.