
Accio e Cardellino in aggeggio amoroso - 8 marzo 2026
Claudio Di Scalzo detto Accio
LA FILOSOFIA DI “AGGEGGIARE”
IN ARTE E AMORE E COMUNISMO. IERI E OGGI.
CONFESSIONE DI ACCIO PER IL CARDELLINO.
8 MARZO. CACCIUCCO E MIMOSA.
(ACCIO: Ecco, ai navigatori-lettori che qui passino, mi sento di scriver che questo capitolo, di me con Sara Cardellino, dintorno al cacciucco, nel marzo 2026, che vale anche e soprattutto per l’8 marzo, è fioritura mimosa per sempre).

"Sara Cardellino bitonale nel 2026 l'8 Marzo foto di Accio Scalzo"
Quando penso e pure le dico che lei, Sara Cardellino, è fondamentale perché possa afferrare qualche lembo, della mia esistenza, esistenzialismo in estetica a lato politico, lei sorride e vorrebbe da me spiegazioni maggiori quantomeno un perché altrettanto fondamentale.
Ieri l’altro è capitato il momento adatto. Partendo dalla sua domanda. Dal pianterreno, stando io al primo piano del cascinale, chiede: - Accio che fai? Rispondo: “Aggeggio!”.
Sceso per preparare assieme il pranzo, ricetta in gran spolvero spezie: le fo il cacciucco (pesce comprato dal pescivendolo di fiducia a Viareggio son tenuto a specificare evitando la bugia di dirlo pescato da me a Bocca di Serchio. Prima lo facevo poi m’à scoperto! Ahi!!) e mentre tutto bolle e còce: Sara torna alla carica: “Cosa vuol dire che aggeggi? Claudio lo ripeti sempre, vuoi spiegarmelo?”.
Te lo racconto, Cardellino, meglio che spiegare. A me spiegare non-mi-garba: è da professori da critici da intellettuali seduti su tanti libri in pila letti più che sulla natura dei sentimenti dell’avventura ch’è l'esistenza a vivila senza la ‘ultura a far da ‘arburante. Meglio il cacciucco. Raccontando intenderai perché dico che sei “fondamentale”. Se non avessi così insistito a me non sarebbe tornato in mente quanto conta sappia: su di me che “AGGEGGIO”.
Quando mi-pà Lalo (e di nomi ne aveva due, Lalo non è un soprannome, il primo Libertario gli fu imposto dal fascismo di cambiarlo; e lui scelse in anagrafe il nome del compositore francese avendo ascoltato la "Synphonie Espagnole" da un disco in casa di parenti antifascisti rifugiatisi a Marsiglia) tornava col camion, e dalle scale, mi chiamava, diceva: "Accio che fai?". Rispondevo: “babbo aggeggio”. E capiva. Ma l’avevo imparato da lui: quando piccino gli chiedevo: “o babbo 'osa fai?” “Aggeggio”, mi rispondeva. E pure dalla Nada quando andava di qui e di là nelle stanze e nello “stanzone” delle sarte: rispondeva : “aggeggio, bimbo”.
AGGEGGIARE, come l’ò sempre inteso, derivazione vernacola, è quando, Sara, ci si dedica a qualcosa da mettere a posto, da spostare, da sistemare, da inventare lì per lì se ce n’è bisogno. Lalo metteva a posto gli attrezzi del camion e magari inventava soluzioni di nodi per tené le balle le casse di spinaci i sacchi di grano, oppure cambiava le sponde al camion colorandole; e mi-mà faceva lo stesso: stoffe da sistematre, da accostare, aghi fili carte sagome e magari inventare lì per lì una piega nòva un taglio adatto per gonne. Aggeggiare.
Io nel primo piano ch’è rimasto nel cascinale com’era e nelle soffitte e allora c’era pure il granaio, aggeggiavo. Spostavo tele, preparavo collage, accostavo fotografie, mettevo a posto fogli scritti, altri ne scrivevo. Quaderni. Dattiloscritti. Intrecciavo parole e immagini. Aggeggiavo. E poi lasciavo lì. Senza pensarci più fino al prossimo “aggeggiare”.
Aggeggiare, Cardellino, non era per me Lalo Nada un vero e proprio lavoro. Un impegno con scadenza. Qualcosa da portare a qualcuno finito o rifinito. Da vendere. Così, praticamente, in estetica, ho aggeggiato per 50 anni e passa. Intendi perché per me non è mai stato un lavoro una professione l’estetica? A lato ci può stare la mia etica? Massì, kierkecheggiando chicchirichii ‘ome fa il gallo!, mettiamocela. Oh Sara, ridi che 'ài un sorriso meglio d’una sirena per questo ciucco che ti fa il cacciucco! Ho “aggeggiato” pure in politica, posso confessartelo. Ecco perché il mio comunismo non e stato serio come altri lo praticarono e alcuni ancora lo accudiscono con serietà. Anche col socialismo e comunismo ò aggeggiato.

"Sara in cucina virata mimosa ombrina".
Preparando con accio il cacciucco.
8 Marzo 2026
Adesso dopo tutta esta fatìa di rivelatti l’essenziale e basilare di me, dammi un bacio. Però volante. ‘Ome fossimo tra l’onde del mar livornese agli scogli. C’è pesce di scoglio in padella. Che sennò pane abbrustolisce il brodo attacca pescato pomodoro còce troppo. Aggeggiamo e gustiamo. Grazie amore mio… per avermi fatto capire che sotto al grigio rado ch’ora ò sur capo ‘osa c’era allora avendo ‘apelli ricci e neri e fitti.